appuntiamanolibera

but I, in love, was dense and mute

affastellati gli stecchi delle potature, ieri sono andata con mia madre a trovare sua sorella. La zia ha ottantott’anni ed è inferma; da 21 mesi non può camminare e non riesce a parlare come vorrebbe, non può usare il telefono. Quando vado a trovarla è sempre ben pettinata, con le unghie curate, mi sorride e mi saluta come quando ero bambina: bella, e brava che vieni dalla zia; s’interessa dei miei figli e mi chiede: chi viene domani? alludendo alle mie sorelle e ai pronipoti. La signora che l’assiste dice che si mantiene di buon umore, mangia di buon appetito, sorride nel sonno e che si arrabbia solo quando l’altra sorella le parla del paradiso che l’aspetta. Mia zia si confessa e si comunica ogni volta che il parroco la visita e canta, almeno una volta al giorno canta. Purtroppo non posso accompagnarla, non ho mai saputo cantare bene

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marzo 26, 2006 - Posted by | Uncategorized

7 commenti »

  1. sei brava anche sei invecchi, questa è la morale.

    Commento di utente anonimo | marzo 26, 2006 | Rispondi

  2. e poi, yban, vorrei un pensiero davvero cattivo. ce la puoi fare. un altro abbraccio.

    Commento di utente anonimo | marzo 26, 2006 | Rispondi

  3. anonimo affettuoso, di davvero cattivi ho molti pensieri, ma la maggior parte sono sbagliati e condividerli sarebbe cattiva azione. Il peggiore di tutti è che la mutevolezza di pensieri e sentimenti è la mimesi materiale della pervicace resistenza di ciascuno all’esistenza altrui, quando non si riesca ad asservirla alla nostra. Ma cambierò parere, prima di morire

    Commento di yetbutaname | marzo 26, 2006 | Rispondi

  4. Hai una zia che accetta serenamente la sua non certo invidiabile condizione di infermità. Da come la descrivi sembra il ritratto della dolce vecchina affettuosa, forse questo suona come artificiale…Ma sono certa che persone così esistono, mia nonna per esempio: ho ancora in testa il suono della sua risata.

    Commento di cristina13 | marzo 27, 2006 | Rispondi

  5. grazie, cristina13. la zia è una ragazza con molti anni addosso, ma ne è segnata solo fisicamente. non è serena, è umiliata dalla sua condizione, ma mette il tutto nel pacchettino dove conserva i dispiaceri, per poi fatturarlo a chi di dovere. riuscire ancora a cantare la rende felice, ma felice davvero

    Commento di yetbutaname | marzo 27, 2006 | Rispondi

  6. mi dibatto da mesi con mia suocera inferma: non ha voglia di vivere e rifiuta di prendersi cura di sé.
    potrebbe cantare, è maestra di canto, ma non lo fa.
    potrebbe cucinarsi buoni piattini, ma non lo fa.
    non si lava e non si nutre: abbiamo dovuto cercare qualcuno che l’ accudisse.
    ma non è questo che pesa: è lo stare accanto a qualcuno sempre scontento ma ancora disperatamente attaccato alla vita che dà l’ angoscia.

    Commento di gattarandagia | marzo 28, 2006 | Rispondi

  7. Affastelli gli stecchi della pota, qui si parla di campagna! Ma hai un linguaggio troppo forbito, mi sa che gli stecchi li ha solo affestellato la mamma. Sei brava cmq, scrivi bene. Grazie per la notizia ultimo post. un saluto solare.

    Commento di anco | marzo 29, 2006 | Rispondi


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