appuntiamanolibera

but I, in love, was dense and mute

un pensiero veramente cattivo, che traduco in domanda: perché educare i figli allo studio e all’operosità, se le condizioni di lavoro presentano dei rischi altrettanto elevati di una carriera di rapinatore?

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dicembre 9, 2007 - Posted by | Uncategorized

16 commenti »

  1. no, sono maggiori.
    insomma, il rapinatore se lo aspetta, di crepare a casaccio.

    Commento di Ricciele | dicembre 9, 2007 | Rispondi

  2. già verissimo

    Commento di artemisia80 | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  3. Sagge parole!!!

    Grazie mille per i commenti, CIAO!!! 😀

    Commento di Lario3 | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  4. Yban, che dici?
    il rapinatore mette in conto di poter fare una brutta fine, chi lavora no,
    qui è il dramma.
    spero che il ragazzo abbia festeggiato con la fidanzata.

    Commento di fiorirosa | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  5. perchè lo studio e l’operosità hanno campi di azione che vanno oltre all’ambito lavorativo, epperfortuna neh.

    ciao Yb.

    Commento di cristina13 | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  6. Non sono d’accordo. Lo studio e l’operosità sono importanti indipendentemente dal lavoro, come giustamente dice Cristina.
    Non conosco le statistiche, ma penso che le condizioni di lavoro nel corso degli ultimi cinquant’anni siano migliorate.
    I problemi secondo me sono due:
    – le leggi vanno applicate in caso di negligenza appurata. Troppe storie drammatiche passano facilmente al dimenticatoio senza che nessuno siano stato punito, vedi Marghera ad esempio.
    – i sindacati, dei quali ho pochissima stima, intervengono prevalentemente per questioni economiche, minacciando e attuando scioperi che a me sanno solo di scopo politico. Non è un caso che i presidenti di Senato e Camera e il ministro al lavoro siano ex sindacalisti.
    Su tutto pero’ metto l’etica imprenditoriale. Chi dovesse commettere un’infrazione di regole base per la sicurezza, dovrebbe essere messo nell’impossibilità di avere la possibilità di creare ulteriori danni.
    Scusa per la lunghezza del commento…
    Ciao

    Commento di budo71 | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  7. No, non è cattivo: è crudo e sano realismo. Le tristissime vicende di Torino hanno di colpo riportato agli anni 50, con la differenza che allora eravamo tutti più poveri e si sviluppava compassione ed empatia, mentre oggi, nell’edonismo e nelle facili fughe in avanti (visto “Cocaina” su raitre ierisera?) si gira la testa da un’altra parte e si pensa “cazzi loro”. Questo è malvagio, non la tua considerazione ahimè condivisa.

    Commento di Masso57 | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  8. cari commentatori, intanto vi dico che spero che il conoscere e il fare producano significati -ma non ne sono sicurissima- o quanto meno ci armino del senno del poi
    il mio sfogo è causato da un pregiudizio, che mi pare tuttavia fondato: ritengo che qualcuno sapesse che imporre turni di dodici ore, prolungati fino a sedici, poteva esporre a rischi rovinosi chiunque, anche in uno stabilimento dove tutto funzionasse a perfezione
    e questi qualcuno avrebbero dovuto sapere, e probabilmente sapevano, che lo stabilimento era ben lontano dalla perfezione
    se non sanno queste cose i dirigenti, chi le deve sapere?
    ma naturalmente saranno stati studiosi e laboriosi, per arrivare a posizioni di tanta responsabilità

    Commento di yetbutaname | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  9. ho risposto prima di leggere Masso
    non so se apparirà – semmai riposto
    no, non ho visto cocaina-non guardo quasi mai la televisione
    ciao

    Commento di yetbutaname | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  10. la classe dirigente … già …
    dovrebbe esser tale per operosità e per sapienza.
    ma forse mi sfugge qualcosa ed il meccanismo è un altro.

    però di solito è ben remunerata.

    Commento di gattarandagia | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  11. Brava, hai indovinato 😀
    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

    Commento di Lario3 | dicembre 11, 2007 | Rispondi

  12. tre volte almeno che ripasso da qua, e tre volte che non so che dire.

    penso si debba insegnare ai figli i valori, al di là dei vantaggi e delle pene che essi possono comportare. però certo mica ha tanto senso logico in questa maniera..

    Commento di radiobeba | dicembre 11, 2007 | Rispondi

  13. Come certezza non è male 😀
    Grazie per il commento, CIAO!!!

    Commento di Lario3 | dicembre 12, 2007 | Rispondi

  14. Ogni tanto, al Columbro, bisogna dargli atto 😀
    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

    Commento di Lario3 | dicembre 13, 2007 | Rispondi

  15. dai non è vero, sono preferenze di tutti 😀

    Commento di artemisia80 | dicembre 13, 2007 | Rispondi

  16. E’ un commento che è sempre stato valido. Solo che adesso perlomeno fa notizia ( anche se dimostra una considerazione dei lavoratori presindacale, nel senso di ante Anni Sessanta, intendendo per Sindacato il moderno potere contrattuale, moderno ma non odierno…). Chi comandava e possedeva…mezzi di produzione, terre, anime, uomini c’è sempre stato, così come chi comunque lavorava e studiava per il progresso personale e della specie e chi si dava al brigantaggio. Non c’è proprio niente di nuovo. S ricicla sempre tutto. Peggio dei regali di Natale.

    Commento di flaviablog | dicembre 13, 2007 | Rispondi


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