appuntiamanolibera

but I, in love, was dense and mute

se ancora non ve ne siete accorti, voi che passate di qua con sguardo più o meno benevolo, sappiate che sono una persona pedante

cerco di frenarmi, ogni tanto ci riesco e dimentico le occasioni che potevano scatenare il mio disturbo

qualche settimana fa sono stata vittima di uno stimolo particolarmente molesto, al quale ora cedo, fornito da una conversazione pubblica tra dotti che aveva come oggetto la traduzione

un’affermazione, in particolare, ha attirato la mia attenzione: che la traduzione obblighi chi la pratica a toccare i limiti espressivi della propria lingua

è certamente vero ma, da allora, continuo a chiedermi: e se certe espressioni, in certe lingue, eccedessero nella volontà di significare? forse solo il vaglio della traduzione potrebbe dare al discorso le dimensioni appropriate ___ ed ecco il paradosso: più lingue ci sono, meno cazzate si sparano (impunemente)

 

aggiungo qualche formula di rito: grazie della cortese attenzione, cordiali saluti e, soprattutto, abbiate pazienza (quest’ultima è uno scongiuro)

 

 

giugno 23, 2006 Posted by | noie | 13 commenti